Strade dissestate – danni e responsabilità

buca
Asfalto dissestato e buche, quali sono le responsabilità delle pubbliche amministrazioni e quando possiamo chiedere risarcimento per un danno ricevuto.
Prendere in moto una buca stradale non segnalata può essere molto pericoloso per la condotta di guida eppure è bene fare molta attenzione perchè può capitare e causare danni ingenti; dalla crepatura di un cerchio con foratura di pneumatico o nella peggiore delle situazioni caduta con infortunio.

Il manto stradale spesso può riservarci brutte sorprese e quando accidentalmente si prende una “fossa stradale” che provoca danni nell’immediato è bene considerare l’onere della prova, ovvero la dimostrazione in caso di successivo contenzioso con una Amministrazione proprietaria della strada, della propria buona condotta di guida a fronte delle altrui responsabilità. 

Proprio su questo punto si gioca la controversia tra le parti e non è così scontato e facile essere risarciti del danno subito.

Il Codice Civile prevede che qualsiasi soggetto proprietario o custode di una strada sia il responsabile della stessa e quindi debba prevedere al risarcimento in caso di danni a terzi a prescindere dalla malafede; questa è la responsabilità oggettiva, ovvero il rapporto che si innesca tra soggetto e cosa a prescindere dal comportamento psicologico tra le parti.

Sembrerebbe quindi agevole la prassi per la richiesta di risarcimento danni ma così non è.

Le Pubbliche Amministrazioni, molto spesso in caso di contenzioso, non ragionano dalla parte e tutela del cittadino in quanto si innesca la tutela di interessi propri che non coincide spesso con le esigenze della collettività.

Qualora quindi dovessimo trovarci nella malaugurata condizione di aver danneggiato il veicolo per una buca sul manto stradale ragioniamo immediatamente al “dopo” e raccogliamo quante più prove materiali possibili; lasciamo il veicolo dove si trova a ridosso della buca e scattiamo immediatamente fotografie dell’accaduto.

Telefonare immediatamente alla Polizia Municipale o Stradale e facciamoli arrivare sul posto per poter scrivere un verbale; la fotografia è sempre una “prova meccanica” e facilmente contestabile dalla controparte.

Con i sistemi informatizzati a cui la maggior parte dei Comuni italiani hanno aderito sarà possibile avere il verbale dell’accaduto solo dopo qualche settimana richiedendolo a pagamento attraverso la piattaforma www.incidentistradali.com

Se sono presenti testimoni è un grande rafforzativo, è infatti consigliabile chiamare un amico o partente sul posto per poter avere una testimonianza terza del fatto; se sono da solo la mia testimonianza non è utilizzabile in una eventuale causa (qualora dovessimo agire per vie legali) e un testimone sarà un maggiore appiglio per il giudice al fine di dare a noi ragione.

Raccogliere in loco quindi quanti più particolari della prova del fatto.

Ora la procedura sarà dimostrare la prova del danno attraverso la fattura del gommista o del meccanico nel caso di danni materiali, il certificato del pronto soccorso nel casi di danni fisici.

Aspettare il risarcimento per riparare i danni al veicolo significa quasi sempre dover aspettare tempi lunghissimi ma proprio la mancanza di una prova dell’ esborso potrebbe essere per la controparte un appiglio per negare l’indennizzo.

L’onere della prova – l’insidia e il trabocchetto

Una volta raccolte rutte le prove del fatto e dei danni subiti invieremo una richiesta di risarcimento danni al Comune attraverso posta PEC certificata; naturalmente se viene inviata attraverso uno studio legale è più facile che venga presa in considerazione. Molto spesso i Comuni, in caso di richieste ingenti di risarcimento, prendono tempo costringendo la controparte (quindi noi) alla causa dove si innesca una vera e propria strategia processuale.

La responsabilità di una pubblica amministrazione è dimostrata nel caso in cui vi è la piena dimostrazione che l’evento sia avvenuto per un caso fortuito, ovvero per un fatto inevitabile e imprevedibile.

La dimostrazione di guida distratta o di un comportamento alla guida errato e non esemplare fa decadere la responsabilità che vi è tra l’amministrazione e la strada impedendo il risarcimento.

Inoltre la giurisprudenza ha determinato che solo le insidie e i trabocchetti potranno essere oggetto di risarcimento; si tratta di tutti quei pericoli e situazioni non facilmente visibili e calcolabili dal pubblico cittadino. In sostanza quanto più la buca è grande e pericolosa, tanto più è evidente così come quanto più il tratto di strada è illuminato tanto più sarà difficile essere risarciti.

Il cittadino quindi deve dare prova al giudice che la buca non era visibile oppure la pubblica amministrazione responsabile della strada dovrà dimostrare che l’ostacolo era evitabile raggirandolo; un deterrente inoltre per ottenere il danno è il fatto che la strada sia quella che porta a casa, ovvero la strada che percorriamo ogni giorno (un appiglio della legge è il fatto che vi è profonda conoscenza della strada da parte della parte lesa).

In sintesi anche a fronte di buona fede qualora debba accadere un sinistro senza coinvolgimento di terzi ma causante danni materiali non è facile e neppure scontato ottenere un risarcimento danni da parte del proprietario responsabile della strada, a maggior ragione se è una pubblica Amministrazione.

Guidare sempre quindi con la massima prudenza e reattività e mai farsi trasportare dalla moto, guidiamola con sensibilità e rispetto delle regole e sguardo in profondità sulla strada.

 Testo: Mirco Urbinati



Iscriviti alla Newsletter e rimani aggiornato

I campi contrassegnati da * sono obbligatori


Articoli Correlati

Ultimi Articoli della categoria Consigli